mi presento     blog policy
bloggando     il vecchio giradischi     il cinematografo

La scrollatina

Il mio non è un lavoro “ordinario”, è uno di quei lavori che quando ne senti parlare spiazzano un po’.
Se ancora non lo sapete sono una dottoressa che si occupa di autopsie, un’anatomopatologa per dirla in modo professionale.
Lavoro nell’obitorio di un ospedale e mi prendo cura di quelle persone che purtroppo non fanno più parte del nostro mondo, cerco di capire le cause della loro morte e li preparo affinché siano affidati agli impresari delle pompe funebri che li accompagneranno nel loro ultimo viaggio.
Non è un lavoro semplice, ha molte implicazioni emotive, ma è il mio lavoro e ci metto anima e cuore.

Il problema è un altro.
Se per caso mi capita di uscire con qualcuno, diciamo che questo qualcuno è magari un uomo, e parlando di lavoro rivelo la mia professione ecco che scappa il gesto.
Non un gesto qualsiasi ma quel gesto, una bella scossa alle parti basse.
Così, questi individui prendono in mano il cavallo dei pantaloni e lo scuotono come se non ci fosse un domani.
Le donne in genere si limitano a frasi piene di imbarazzo, fanno le corna e poi se ne vanno come se avessero il diavolo alle calcagna.

Posso dire che sono entrambe reazioni molto stupide?
Sì ma un paio di corna non sono disgustose quanto un uomo che si scuote le palle, scusate la mia franchezza.
Da medico so benissimo della storia per cui i testicoli hanno una temperatura che si aggira attorno ai 37 gradi e che una bella scrollatina aumenta l’ormone dell’ossitocina risvegliando “la sindrome del maschio alfa” ma questo non ha niente a che vedere con il mio mestiere.
Qui è solo questione di superstizione bella e buona.

Come se poi ci fosse qualcosa di strano nella morte.
Prima o poi moriamo tutti, fa parte della nostra natura di esseri caduchi, è un dato di fatto. Quindi perché se qualcuno svolge un lavoro che ha a che fare con la morte in automatico si deve scatenare la fiera della scaramanzia?
Non siamo ancora usciti dal medioevo?
A quanto pare no, visto che più del 50% degli italiani sono scaramantici e credono a buffonate come non passare sotto una scala, non rompere uno specchio oppure picchiare un povero gatto nero perché “porta sfortuna”.

Per concludere questo piccolo sfogo, voglio citarvi le parole dello scrittore Andrzej Sapkowski: l’intolleranza e la superstizione sono sempre state prerogativa della parte più stupida del volgo e credo che non saranno mai estirpate, perché sono eterne quanto la stupidità stessa.
Là dove oggi torreggiano le montagne un giorno ci saranno i mari, là dove oggi si agitano i mari un giorno ci sarà il deserto.
Ma la stupidità rimarrà stupidità.

(Pinterest)


Leggi anche...